Intercettateci tutti
In telefono veritas. Quelle anime sensibili di Repubblica hanno subito definito “telefonate choc” gli sfoghi berlusconiani rivolti al compare Lavitola nel 2009 e coscienziosamente intercettati dai pm. A leggere bene i tabulati, c’è invece da rimpiangere che il Cav. non abbia fatto di quelle trascrizioni sparate ieri da Rep. l’epicentro del suo recente discorso alla Camera (iperbole). Nulla di più limpido, autentico, sofferto, smisurato e quindi comprensibilmente impossibile.

In telefono veritas. Quelle anime sensibili di Repubblica hanno subito definito “telefonate choc” gli sfoghi berlusconiani rivolti al compare Lavitola nel 2009 e coscienziosamente intercettati dai pm. A leggere bene i tabulati, c’è invece da rimpiangere che il Cav. non abbia fatto di quelle trascrizioni sparate ieri da Rep. l’epicentro del suo recente discorso alla Camera (iperbole). Nulla di più limpido, autentico, sofferto, smisurato e quindi comprensibilmente impossibile. Il premier dice: io non conto niente, la gente non conta niente, il Parlamento non conta niente, siamo nelle mani dei giudici di sinistra e nella disponibilità d’una muta di contestatori professionali aizzati dal circo mediatico diretto da Repubblica e affini. Soluzione: “O io lascio, cosa che può essere anche possibile e che dato che non sto bene sto pensando di fare, oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera… Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è un’alternativa”.
Naturalmente questo programma 2009/2010 è rimasto il prologo in cielo di un nulla di fatto, uno sbotto d’occasione al quale gli antipatizzanti cercheranno d’impiccare il Cav. con il minimo sforzo di onestà e fantasia. Ma chi se ne frega. Resta la sua monumentale adesione al principio di realtà: una turba di nemici, fra i quali anche alcune ineleganti frequentazioni private, e di amici (i suoi avvocati perfino) ostacola il presidente del Consiglio nell’esercizio delle sue prerogative. E il Parlamento non se la passa meglio. Intercettino pure l’Italia intera, ascolteranno soltanto variazioni sullo stesso tema.
Naturalmente questo programma 2009/2010 è rimasto il prologo in cielo di un nulla di fatto, uno sbotto d’occasione al quale gli antipatizzanti cercheranno d’impiccare il Cav. con il minimo sforzo di onestà e fantasia. Ma chi se ne frega. Resta la sua monumentale adesione al principio di realtà: una turba di nemici, fra i quali anche alcune ineleganti frequentazioni private, e di amici (i suoi avvocati perfino) ostacola il presidente del Consiglio nell’esercizio delle sue prerogative. E il Parlamento non se la passa meglio. Intercettino pure l’Italia intera, ascolteranno soltanto variazioni sullo stesso tema.